Bel gioco e di semplice comprensione,avvincente e crudele al punto giusto.
Ma parliamo più dettagliatamente di questo gioco dalla “raffinata ironia”.
Si tratta di mappe create da utenti che prevedono percorsi ad ostacoli
che dovrete affrontare dopo aver scelto il vostro personaggio. Un papà
in mountain bike (con tanto di elmetto bianco in testa e bambino sul
seggiolino posteriore), una signora in sovrappeso dotata di carrellino
per la spesa, una coppietta in motorino e un anziano signore barbuto
vestito di stracci su una sedia rotelle a razzi, sono solo alcuni degli
spericolati e strani protagonisti che potrete selezionare. Lo scopo
principale è quello di compiere il percorso raggiungendo il traguardo
finale. Vi starete chiedendo cosa ci sia di nuovo.
L’attrattiva di questo gioco sta semplicemente nel
fatto che il nostro eroe, sprezzante del pericolo, dovrà affrontare
sulla sua strada ogni genere di tortura. Ad ostacolarlo
ci saranno: arpioni pronti ad infilzarlo, tagliole, missili, frecce,
lance acuminate o addirittura in alcune mappe (le più raffinate) ci
verranno incontro personaggi con evidenti problemi di artrosi che,
saltellando allegramente, assaliranno il malcapitato con armi di ogni
tipo, dall’elegante sciabola alla più primitiva ascia.

Ma non abbiamo ancora parlato della parte migliore di questo “straordinario” (non necessariamente nel senso positivo del termine) titolo: poche volte riuscirete a raggiungerete il traguardo interi. Il nostro aspirante suicida, durante la sua avventura perderà gambe, braccia e figlio (nel caso del papà in bici) nei modi più cruenti e sanguinosi possibili, lo guarderete, mentre perde fiotti di sangue dai moncherini, continuare nella sua folle corsa, accompagnato da pezzi del suo corpo che rotoleranno attorno a lui. Spesso non avrà importanza come arriverete alla piattaforma finale, potrebbe arrivarci solo la testa completa di colonna vertebrale penzolante o potreste perfino essere schiacciati e ridotti in poltiglia da un camion che, casualmente, cadrà in testa al povero protagonista, esattamente nel momento in cui avrete raggiunto il traguardo. L’obiettivo è arrivare alla fine, a pezzi, ma ancora capaci di muoversi.

Ma non abbiamo ancora parlato della parte migliore di questo “straordinario” (non necessariamente nel senso positivo del termine) titolo: poche volte riuscirete a raggiungerete il traguardo interi. Il nostro aspirante suicida, durante la sua avventura perderà gambe, braccia e figlio (nel caso del papà in bici) nei modi più cruenti e sanguinosi possibili, lo guarderete, mentre perde fiotti di sangue dai moncherini, continuare nella sua folle corsa, accompagnato da pezzi del suo corpo che rotoleranno attorno a lui. Spesso non avrà importanza come arriverete alla piattaforma finale, potrebbe arrivarci solo la testa completa di colonna vertebrale penzolante o potreste perfino essere schiacciati e ridotti in poltiglia da un camion che, casualmente, cadrà in testa al povero protagonista, esattamente nel momento in cui avrete raggiunto il traguardo. L’obiettivo è arrivare alla fine, a pezzi, ma ancora capaci di muoversi.


Nessun commento:
Posta un commento